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fermentidemocratici
il blog dei giovani democratici italiani
4 novembre 2008
LETTERA APERTA: SILENZIO PLUMBEO SULLE PRIMARIE DEI GIOVANI DEMOCRATICI
Vedendo il silenzio plumbeo che aleggia sulle primarie della giovanile del PD, ho deciso di scrivere due righe, che sottopongo all’attenzione di quanti guardino con interesse a questo processo. Nell’attesa di conoscere maggiori certezze sulle regole e sulle date, tutti dovremmo sentirci maggiormente stimolati a dire la nostra idea di organizzazione giovanile.
Per iniziare non sarebbe male chiederci chi siamo, cosa facciamo e dove andiamo. Questo semplice esercizio intellettuale ci permette di partire dal piano soggettivo per giungere a quello collettivo.

Per tanto io stesso mi sottopongo a questo semplice esercizio. Ho 26 anni, sono stato segretario della Sinistra Giovanile della mia federazione, il Medio Campidano, e per qualche tempo della sezione del partito del mio paese. Sono laureato in filosofia, frequento il corso di laurea specialistico sempre in filosofia, lavoro e a questo dedico molte ore della mia giornata.

Come vedo il mio futuro in relazione alla politica giovanile? Nonostante abbia 26 anni e quindi al disotto del limite previsto dal regolamento nazionale della giovanile, ho deciso di non partecipare alle primarie in prima persona, non candidandomi quindi a nessuna delle assemblee elettive.  Perché non lo faccio? Perché dopo aver riflettuto insieme a dei compagni con i quali ho vissuto quest’importante esperienza in Sg, con loro ritengo che ciò sia più utile per dar corpo a una giovanile che non sia la semplice somma della mia vecchia organizzazione con i Giovani della Margherita, ma qualcosa di più ampio che sappia dare voce a quanti, nati dopo la caduta del muro di Berlino, non si riconoscono nei vecchi partiti. Dobbiamo aprire a quanti oggi, per esempio, all’interno delle scuole e delle università, partecipano alle proteste contro i gravi tagli della riforma Gelmini/Tremonti.

Come già accennato, il regolamento nazionale indica a 29 anni il limite d’età per partecipare ai Giovani Democratici. Ecco, io penso che questo sia doppiamente un errore, in primo luogo per la giovanile che con ogni probabilità continuerebbe, come è stato in sostanza fino ad oggi, ad avere una componente di giovani attempati, che spesso hanno pochi rapporti con il variegato mondo giovanile che è rappresentato nelle scuole superiori dove noi spesso soffriamo di una cronica assenza. In secondo luogo è un grave errore per il partito stesso, che invece di vedersi rinnovato dalla partecipazione di giovani dai 26 anni in su, continuerebbe invece ad essere guidato ed egemonizzato dalle solite facce e dalle solite persone che da almeno trent’anni fanno il buono e cattivo tempo dei partiti fondatori del PD.
Ho molto apprezzato la scelta di Giuseppe Frau di presentare le dimissioni dal Comitato Promotore Regionale dei Giovani Democratici,  perché ha voluto lasciare spazio ad un ragazzo o ad una ragazza più giovani di lui. Come qualcuno ha scritto, la composizione di quest’organismo non è delle più giovanili, perciò sarebbe auspicabile che anche qualcun altro si dimettesse lasciando un altro piccolo spazio ad altri  giovanissimi. Ovviamente fatta eccezione di chi svolge per conto del nazionale un ruolo di garanzia.

L’organizzazione delle primarie giovanili del Pd, anche alla luce della straordinaria partecipazione alla manifestazione del 25 ottobre a Roma, debbono stimolare in tutti una presa di coscienza, la coscienza che le primarie sono una cosa seria, sono una prova di democrazia e maturità. Non per forza chi in passato ha ricoperto ruoli deve esserci in prima persona anche in questa fase, quasi pretendendo di scegliere a tavolino i propri eredi nella nuova giovanile. Un progetto nuovo richiede uno sforzo ed un sacrificio vero, che potrà dar vita a un soggetto davvero nuovo nei volti dei protagonisti e nei contenuti, che diventi anche per il partito stimolo di riflessione e avanguardia critica.

Domenico Sanna
Segretario SG Medio Campidano





permalink | inviato da fermentidemocratici il 4/11/2008 alle 1:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
3 novembre 2008
PD Primarie Giovanili
Le primarie giovanili, inizialmente fissate per il 17 e 18 ottobre e, successivamente, rinviate al mese di novembre, costituiscono un’occasione storica per la politica italiana ed in particolare per il centro sinistra in quanto hanno come protagonisti giovani e giovanissimi. Infatti, per la prima volta, saranno chiamati alle urne ragazze e ragazzi di età compresa tra i 14 e i 29 anni per eleggere i loro coetanei quali componenti dell’Assemblea Nazionale e Regionale del nascente Movimento Giovanile del Partito Democratico. La politica italiana oggi necessita di un radicale rinnovamento della sua classe dirigente e per la realizzazione di questo ambizioso progetto non può fare a meno di  riservare alle nuove generazioni una posizione di assoluto privilegio. Il Partito Democratico, nato esattamente un anno fa,lo ha fissato quale primario obbiettivo sin dal momento della sua costituzione ed oggi lo sta realizzando. Significativa è stata l’esperienza della Scuola Estiva di Politica promossa dal titolo “Globale Locale” che si è svolta a Cortona (AR) dall’ 11 al 14 settembre 2008. Eravamo oltre 700 persone e di questi, una elevatissima percentuale, al di sotto dei 30 anni. L’appuntamento di Cortona non è stato concepito quale scuola di partito in senso tradizionale ma un “festival della cultura politico-democratica”, un momento di confronto con persone provenienti prevalentemente dal mondo accademico finalizzato a leggere ed interpretare la repentina trasformazione di cui oggi la società è oggetto. A conclusione  dei lavori, il segretario nazionale Walter Veltroni, esprimendo grande soddisfazione  per la massiccia partecipazione ha annunciato che la Scuola Estiva  diventerà un appuntamento da ripetere ogni anno quale inizio di un percorso di formazione politica democratica. Questo a testimonianza della particolare sensibilità del Segretario nei confronti dei giovani fino ad elevarli al ruolo di fondatori di una grande forza democratica  riformista di cui il nostro paese ha vitale necessità. Altra tappa fondamentale è il radicamento del partito sul territorio attraverso la costituzione di circoli che, consentendo una partecipazione allargata, sono di fatto eletti a luoghi di confronto e di coinvolgimento dei  cittadini così da renderli partecipi alla vita politica. Guardiamo a questo appuntamento con l’ottimismo della speranza ma soprattutto con  la determinazione e l’impegno che la circostanza impone.


Fabio Colica
Giovani Democratici  Polistena (RC)




permalink | inviato da fermentidemocratici il 3/11/2008 alle 15:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
2 novembre 2008
Quando la notte non porta consiglio
Ho voluto attendere ad esprimere la mia opinione sulla conversione in legge del decreto Gelmini, perchè in questi giorni pensavo che qualcosa potesse cambiare. Ne ero convinto perchè per la prima volta  vedevo genitori, professori, maestri e studenti (di destra e di sinistra) scendere in piazza insieme a manifestare. Ero convinto che gruppi politici come la Lega, sostenitori dell'attenzione verso le realtà più piccole, scendessero a difesa delle piccole scuole elementari delle valli bergamasche e delle valli del varesotto.

Ero convinto che la proposta del PD fosse non insensata e ostruzionista. Sostenere di bloccare il decreto per aprire un tavolo di discussione tra Governo, Famiglie, Studenti, Professori e Mondo Imprenditoriale sul tema scuola poteva essere un modo DEMOCRATICO per fare una VERA riforma scolastica razionalizzando le risorse. Ero convinto che il buon senso prevalesse su tutto, e sopratutto su quei senatori che rappresentano il voto di quelle famiglie scese in piazza. Invece no. Il decreto è stato convertito ed insieme a lui sono state convertite BUGIE potenziali in, mi scusi per il termine,  BALLE CONCRETE e le spiego anche il perchè.

Per esempio in una frazione della mia città la scuola elementare rischia di chiudere per via del decreto GELMINI. Molte mie amiche che sono uscite dalla SISS (scuola post universitaria per prepararsi a diventare maestro) e che sono precarie o neo assunte mi hanno gia detto che diventeranno disoccupate perchè la scuola non ha i fondi. E' vero il governo non licenzierà nessuno, ma il tempo pieno lo dovrà garantire la scuola e se la scuola non ha i soldi forse se ne dovrà occupare il comune. E se il comune non ha i fondi per pagare gli insegnanti le prospettive sono due o le famiglie tirano fuori i soldi di tasca propria o la scuola non potrà dare l'orario continuato creando dei grossi problemi alle famiglie. E questo non è un'illazione ma è un dato di fatto perchè quando il decreto 137/2008 richiama la finanziara 133/2008 dice proprio questo NERO su BIANCO. Ora penso che questa riforma, fatta in questo modo e con queste modalità senza una discussione democratica, ponga sul futuro del paese qualche grosso interrogativo.
E' una riforma di tagli di cui l'unico elemento educativo è il voto in condotta. Accompagnata da una legge finanziaria che ha come obiettivo non la razionalizzazione ma un taglio economico. Che sostiene la creazione di Fondazioni di tipo PRIVATISTICO Universitarie senza invece parlare di Università Pubblica. Ed allora mi domando se è giusto che il figlio di un operaio non possa sognare di diventare dottore. E quando faccio questa riflessione penso quindi che l'Italia stia facendo passi indietro e non passi in avanti e colpire la scuola in questo modo significa non dare futuro a questo stupendo paese che si chiama Italia.



permalink | inviato da fermentidemocratici il 2/11/2008 alle 20:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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