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fermentidemocratici
il blog dei giovani democratici italiani
24 gennaio 2008
Ricambio Generazionale? Iniziamo dalle Organizzazioni Giovanili
Si fa già un gran parlare, anche su questo blog, delle Primarie dei Giovani. Ma chi sono i giovani? Sono io, che ho 27 anni?  Mio padre alla mia età era già padre, era già, cioè, un uomo adulto con famiglia, e non un giovane! Ed allora, chi sono i giovani?  Prima di rispondere lasciatemi dire chi non sono i giovani! Mi trovo molto spesso in forum, gruppi, associazioni giovanili/giovaniliste con “giovani” più grandi di me e ciò mi crea imbarazzo. E mi imbarazza ancora di più quando parlano dell’organizzazione giovanile del PD come se fosse cosa per loro. Cari coetanei o quasi, se pretendiamo da quelli più anziani di noi che essi facciano un passo indietro per permettere un ricambio generazionale, non possiamo poi arroccarci nell’organizzazione giovanile del PD se questo non lo otteniamo. Se vogliamo discutere “alla pari” con i seniores e questi non ce lo permettono non possiamo “usare” l’organizzazione giovanile per essere parte delle riunioni dei “grandi”.  In altre parole, chiedo ai miei coetanei o quasi di fare un passo indietro, di permettere noi per primi che il ricambio generazionale inizi proprio, e potrebbe essere un paradosso, dalle organizzazioni giovanili. Lasciamo che siano quelli nati negli anni ’90 e fine anni ’80 a contare e a costituire l’organizzazione giovanile del PD. Iniziamo a non commettere anche noi gli errori che per molto tempo abbiamo denunciato nei più grandi.

A Follonica ho fortemente sostenuto e incoraggiato un gruppo di ragazzi (con molti under 20) a realizzare un giornalino (clicca sull’immagine per leggerlo) con il loro linguaggio, con i loro interessi, scritto da loro e per loro. Loro hanno fatto la redazione, loro hanno deciso cosa inserire, loro hanno deciso i temi, loro hanno deciso come scriverlo, loro lo hanno distribuito. E se un articolo andava tagliato o tolto ho chiesto che si partisse dagli articoli dei più anziani tra noi, me compreso!   Vi posso assicurare che è venuto un lavoro migliore delle aspettative… migliore che se lo avessimo scritto io e i miei coetanei o quasi…

Massimiliano Vatiero
Forum dei Giovani Democratici di Follonica

19 gennaio 2008
Generazione x

Tutti parlano della nostra generazione come generazione X, una generazione senza nome, senza indirizzo, senza volto. Ci dicono di star zitti e tenere duro che presto cambieranno le cose, ci dicono che le pensioni che riceveremo le hanno già mangiate loro, che le poltrone sono e saranno sempre occupate da loro, che le posizioni di rilievo non saranno libere presto, che dobbiamo accontentarci perchè quello che abbiamo è già troppo, che i figli di papà hanno già chiesto e ottenuto, che dobbiamo continuare a rigare dritto perchè gli sbandati sono puniti, che è vietato esprimersi fuori dalla massa perchè potrebbero riconoscerci, che dobbiamo rifugiarci in un posto sicuro e che la vita che abbiamo è presa solo in prestito da qualcuno che domani ne avrà bisogno. Io non ho intenzione di arrendermi innanzi a tanti ostacoli, non ho intenzione di soccombere ai mille tranelli che ci vengono tesi, ho voglia di credere in qualcosa di estremamente nuovo, non voglio arrendermi ad una massa che decide di diventare invisibile attraverso internet, lo stadio, il concerto, la notte, l'oscurità, che si fa padrona del nulla e nel nulla diventa schiava, dove si moltiplicano i volti senza nome, le immagini senza colori e la musica senza testo, una massa che si gira e si contorce, si sbanda e si dilegua nel vuoto, che si droga e si alcolizza, si uccide e si scandalizza. Io voglio credere in questa nuova realtà che è il PD!

dott. Guerriero Pellegrino
membro sinistra giovanile Avella (AV)

13 gennaio 2008
baci dalla cina

So che sono gia' state scritte parecchie riflessioni sul PD, ma voglio anche io contribuire. Premetto dicendo che ufficialmente non ho la tessera del PD, perche' sono momentaneamente all'estero. Ma prima di partire avevo la tessera dei DS ed ho dunque visto da vicino il percorso che poi ci ha condotto alla 'nascita' del PD. Ho riposto molta speranza in esso, vedendo un segnale di un'Italia che, contrariamente a quello che si dice, morta non e'. E' stanca, vero. E' piena di ferite. Ma questo partito nasce su solide basi, e sapete perche'? Proprio perche' abbiamo gia' visto gli errori fatti, e gli effetti, le conseguenze sono ancora troppo recenti. La mia generazione (ho 16 anni), ne sono sicura, caccera' le risorse giuste. Non siamo una generazione di 'bambocci', che non sanno parlare in 'itagliano', aspiranti veline e calciatori. Siamo vissuti in un momento difficile, vero. Quando gli ideali si erano rivelati non sufficienti, quando il 'fenomeno Berlusconi' era iniziato, quando l'indifferenza per la politica aumentava sempre di piu'.  Ma dagli errori si impara. Nonostante tutto io credo. Credo si possa fare di piu', credo che nulla sia perduto. Non voglio teorie campate in aria, roboanti discorsi, ne abbiamo avuti fin troppi. Voglio idee concrete, coerenti tra loro, semplici e comprendibili da qualunque cittadino. Voglio essere in grado di proporre, di essere ascoltata, non subire passivamente le decisioni altrui. Voglio che la si smetta con questo provincialismo, ormai bisogna guardare all'Europa ed al resto del mondo e tenerne conto. Lo sappiamo bene noi, che siamo cresciuti nel secolo della globalizzazione. Io voglio e devo avere i mezzi per competere con i miei compagni europei (e non), e mi riferisco in particolar modo alla scuola italiana, che non e' terribile come viene dipinta, ma ha tante falle: non e' in grado di stimolare adeguatamente gli studenti, e' troppo rigida ed attaccata a metodi ormai antiquati, non fornisce gli strumenti adatti per una preparazione linguistica sufficiente (almeno 5 ore alla settimana dovrebbero essere obbligatorie per tutti), da' poco spazio e poco valore alle attivita' extrascolastiche (il che ci pone in netto svantaggio considerando che altrove hanno peso persino nel processo di ammissione all'universita'). E potrei continuare all'infinito. Ecco perche' servono i giovani in politica, non per raccattare voti, ma perche' nessuno ci puo' rappresentare meglio di noi stessi. Prendiamoci i partiti, senza chiasso, ma con i mezzi che gia' abbiamo ma alle volte dimentichiamo di usare: lo strumento della parola,delle discussioni, il potere del voto. E ora basta con le chiacchere ed iniziamo a lavorare. Dopo il V-Day che, volenti o nolenti, e' stata una manifestazione palese che gli italiani hanno sopportato fin troppo; beh il giorno dopo voltiamo pagina, senza archiviare ma al contrario, tenendo tutto bene in mente, e lavoriamo. Non ha importanza se continueremo a fare qualche errore, ad avere momenti di debolezza. Per quanto mi riguarda mi metto in gioco e non mi stanchero' di provare e riprovare, pur di ritrovare le condizioni giuste, quella spinta per andare avanti e dare all'Italia quello che si merita, senza stupidi nazionalismi e giochi di potere, ma comportandoci da vero Partito Democratico....L'Italia siamo noi ragazzi....

Baci dalla Cina
Arianna

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