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fermentidemocratici
il blog dei giovani democratici italiani
25 ottobre 2008
Congresso!!!
Sabato 11 ottobre  nella sede del PD di Narni scalo, si è svolto il primo congresso dei giovani democratici di Narni, con la partecipazione di tanti ragazzi e ragazze.Al congresso erano Presenti il segretario dei giovani democratici regionale Emilio Giacchetti, quello provinciale Alessandro Ventturi e il Coordinatore del PD  Di Narni Claudio Proietti.Dopo tanti interventi da parte dei ragazzi si è decretato a coordinatore del circolo Giovanni Rubini.SI è cosi ufficializzato il movimento giovanile, che da oggi deve solo lavorare nel territorio e creare proposte poliche, dare il suo appoggio al partito , ma anche quando serve avanzare delle critiche.

Narni si è rivelata ancora una volta  realtà importante dal punto di vista politico poichè da oggi può contare su una giovanile operativa,quindi su tanti ragazzi con la passione per la politiche  che vogliono impegnarsi e dare il proprio contributo per migliorare la società.

Dal congresso è uscito anche un programma di lavoro che vedrà la giovanile, prima con l organizzazione delle primarie dei giovani per eleggere il segretario nazionale, poi come emerso dal coordinatore Rubini organizzare appuntamenti tematici sul territorio comunale su argomenti più vicini alla nostra generazione.Rubini ha poi aggiunto di capire l'importanza del ruolo affidatogli e di essere onorato di essere il primo coordinatore dei Giovani del PD,affermando che il congresso è il punto di partenza e che bisogna lavorare ogni giorno con tanto impegno.A testimonianza del fatto che per fare politica serve soprattutto passione, voglia di fare e capacità, a Narni, come in tutta l'Umbria, ragazzi appartenenti alle vecchia giovanile di partito già si sentivano giovani democratici  tant è che si sono costituiti dei comitati a livello regionale e provinciale, e noi nel nostro comune abbiamo già 20 preadesioni per la giovanile del pd ed abbiamo fatto politica con iniziative aiutando nella campagna elettorale e non facendo mai mancare il nostro contributo e la nostra opinione al partito. Ora certo con le primarie e dopo  i giovani democratici avranno una casa ufficiale ,ma questo è solo il primo passo per costruire quella giovanile che possa essere una vera palestra per una nuova classe dirigente basata sul merito e non su cooptazioni o giovanilismi che non portano a nulla,quella giovanile che dia sempre il suo giudizio,che sappia essere quell?anima critica del Pd e che con la freschezza e la spregiudicatezza della nostra giovane età possa diventare veramente il motore del partito democratico. per fare questo ce bisogno certamente di tempo di lavoro e di tanto impegno. Noi,perlomeno a Narni, vogliamo ripartire dai contenuti dai fatti concreti dagli ideali,ascoltare i reali problemi della nostra generazione , per diventare interlocutori privilegiati sui temi che più ci stanno a cuore come scuola università e lavoro ,ma non solo perché noi giovani abbiamo una visione su i vari temi e su i vari problemi della società diversa dalle generazioni precedenti quindi potremmo anche su altre tematiche portare il nostro pensiero. Solo in questo modo una giovanile si costruisce autorevolezza e legittimazione.

Ed è per questo che abbiamo deciso di fare il congresso per darci un programma di lavoro e sviluppare una proposta politica.Saremo pronti dunque a dare sempre il nostro aiuto al PD ma anche quando servirà a dire le nostre critiche,sempre però con l ottica del miglioramento e mai disfattisti.
Penso che Narni può essere d? esempio sotto questo punto di vista,e può sicuramente svolgere un ruolo importante. Anche perché crede nei giovani, e poi perché ha un gruppo di ragazzi che sono una risorsa.Concludo dicendo che tutte le informazione le trovate sul nostro blog Fermentidemocraticinarnesi.ilcannocchiale.it, dove metteremo tutte le notizie necessarie

Saluti Democratici
GD Narni
Giovanni Rubini
Coordinatore GD Narni



permalink | inviato da fermentidemocratici il 25/10/2008 alle 0:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
23 ottobre 2008
Le situazione delle università: per una protesta consapevole
Un autunno "tiepido" era prevedibile. Il governo ha bisogno di soldi, e tanti. Ogni governo ha bisogno di soldi, per attuare le sue politiche. Prodi li recuperava per la maggior parte con la lotta all'evasione fiscale e li utilizzava principalmente per il taglio del cuneo e il pacchetto welfare. Berlusconi li recupera dai tagli al bilancio statale e li userà in gran parte per bilanciare la crisi economica, attuare il federalismo fiscale e tagliare l'ICI sulle SECONDE case.

Questo governo, coerentemente con il suo essere "di destra", chiede "meno stato" (anche se poi ne chiede di più quando c'è la possibilità di controllare banche e imprese). Per tagliare la spesa pubblica ha scelto una strategia furba. Ha concentrato i tagli a tutti i comparti in pochi provvedimenti, scritti e blindati tra l'estate e l'autunno, nel momento in cui gode della massima popolarità. In questo modo tutte le proteste si sommeranno in una cacofonia che verrà etichettata come conservatrice di qualcosa di vecchio ed inefficiente, dando al governo ancora più popolarità.

Per questo motivo non è facile la scelta del tipo di protesta da seguire, ammesso che si voglia protestare. Vediamo ora, pragmaticamente, perchè secondo noi il governo taglia la delicata fettina dell'istruzione con la rozza accetta del populismo.

La premessa è che i progetti di riforma non nascono dalla necessità, pur presente, di rinnovare Scuola e Università (che comunque NON funzionano bene). Nascono dal diktat di Tremonti che ha chiamato la Gelmini e gli ha detto: dal prossimo anno avrai tot miliardi in meno, arrangiati ed evitiamo brutte figure. Ma facciamo ordine.

Sulla Scuola (in breve)

_Ritorno al maestro unico: non siamo in grado di dare valutazioni pedagogiche, le uniche che ci interesserebbero. Non crediamo tuttavia che sia il principale problema della scuola, a parte le conseguenze sulla diminuzione dei docenti (che però non è il parametro su cui deve muoversi una riforma della scuola, anche se nessuna riforma si fa senza il concerto dei docenti)

_Chiusura delle sedi nei paesini. Quando mia nonna mi racconta che ogni mattina doveva fare diversi chilometri, a 7-10 anni, per andare a scuola, mi sento sollevato per esser nato oggi. Tornare indietro per risparmiare e dare quei soldi ai proprietari di seconde case che risparmiano sull'ici, pare deleterio.

Sull' Università

_La scelta operata dal governo è di non considerare strategica per lo sviluppo del paese la conoscenza. In un mondo dove vince chi premia i migliori e chi genera ricchezza dalla conoscenza e dalla tecnologia, dove le università americane ed europee danno le stesse possibilità a tutti indipendentemente dallo status economico, noi mandiamo via i nostri migliori talenti proprio nelle università straniere, ben contenti di accoglierli e di pagarli molto più di quello che sarebbero stati qui, nel caso fortuito fossero riusciti ad entrare.

_I tagli, che faranno ridurre di molto gli organici e trasferire molti studenti all'estero, sono ancora più gravi se si pensa che sono operati in maniera indiscriminata, punendo le università che hanno gestito le risorse in modo oculato (come il Politecnico) allo stesso modo di quelle che hanno assunto irresponsabilmente parenti e nipoti. Non si premiano le università che, con riconoscenze internazionali, hanno e trasmettono elevati standard di didattica e ricerca. Vuol dire pagare lo stesso una vecchia Panda e una nuova Alfa Romeo, o investire la stessa cifra su delle azioni che andranno male e su altre che andranno bene. Per paura di perdere i voti delle zone dove risiedono le università che si sono comportate peggio, il governo non prende le giuste misure.

_Le conseguenze per gli studenti si vedranno quando avranno classi da 2-300 matricole, quando i tutor di tesi li riceveranno due o tre volte al massimo, quando studieranno in aule troppo fredde o troppo calde, quando i docenti migliori li sentiranno citati tra gli scopritori di qualcosa di nuovo per un'università americana, quando le segreterie non potranno informatizzarsi e perderanno mattinate in coda, quando le borse di studio serviranno a malapena per i libri, quando le residenze universitarie pubbliche cadranno a pezzi, mentre guardano ammirate il luccichio di quelle private e inaccessibili ai più.

_Per provare a controbilanciare i tagli, Tremonti da la possibilità agli atenei di diventare Fondazioni private. Le fondazioni, che in teoria potrebbero anche dare una mano all'istruzione, imposte così non hanno senso e sono solo pericolosi cavalli di Troia per privatizzare un settore così strategico negli altri paesi e così bistrattato nel nostro. La conseguenza di questa sottovalutazione della conoscenza potrebbe essere veder ridotta l'Italia ad un paese-museo, sempre con meno industrie (che se non si innovano perdono contro la concorrenza cinese) e con meno sviluppo di qualità. Non è questa l'Italia che vogliamo.

_Alternative? Si, non diciamo solo di "no". Le alternative possono essere: evitare di detassare ulteriormente le rendite, recuperare soldi dall'evasione, diminuire le sedi universitarie (tagliare quelle aperte senza motivo dal "politico locale"), concentrare i tagli sulle università meno efficienti, limitare gli aumenti stipendiali legati solo all'anzianità, detassare gli investimenti dei privati nella ricerca universitaria, ecc.

Sulle forme di protesta

La diatriba è tra chi scenderebbe in piazza ad oltranza contro il governo, sperando in un nuovo '68 e chi pensa che tali manifestazioni servano solo a rafforzare l'idea di una protesta corporativa del "carrozzone pubblico" e quindi ad aumentare la popolarità del governo.

Noi crediamo che sia necessario sensibilizzare i cittadini, perchè molti di loro non hanno tempo e possibilità di informarsi, sono distratti da altro e spesso convinti che non valga la pena informarsi. Dato che l'andamento "passivizzante" e "indifferente" è quello che porta al decadimento delle nazioni, noi vogliamo più consapevolezza ed informazione. Per ottenerle non è utile nè bloccare tutto nè rimanere fermi.

Bisogna fare assemblee, distribuire volantini, pensare ad azioni nuove che facciano fermare un attimo a riflettere sul fatto che non è tutto oro quel che luccica e che in democrazia i cittadini devono partecipare e rimanere informati su cosa fanno i loro governanti. Se necessario, si deve anche scendere in piazza, senza però prima aver convinto più persone possibili che i motivi sono giusti (e la situazione grave) e non legati alla sola voglia di "far casino" o alla contrapposizione ideologica ad un governo, non dimenticandosi che due anni fa in Francia gli studenti universitari hanno costretto un ministro alle dimissioni e al ritiro della sua legge sul primo impiego.




permalink | inviato da fermentidemocratici il 23/10/2008 alle 0:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
18 ottobre 2008
“CLASSI SEPARATE PER I BAMBINI IMMIGRATI? ABBIAMO TOCCATO IL FONDO”
“Dopo il progetto di riforma scolastica targato Gelmini, la mozione della maggioranza sull’istituzione nella scuola dell’obbligo di ‘classi di inserimento’ per gli alunni stranieri ci riserva nuove, preoccupanti sorprese”.

Così commenta Dario Marini, candidato Segretario Nazionale dei Giovani del Partito Democratico, che aggiunge: “E’ semplicemente assurdo credere che classi separate per i figli di immigrati siano uno strumento utile a prevenire il razzismo. Vorrei chiedere all’On. Cota, primo firmatario della mozione, di precisare in cosa consista il ‘problema di integrazione’ che ha evocato. Da un Governo serio ci si aspetterebbe leggi ben diverse, mirate magari a valorizzare sia quel patrimonio di umiltà e determinazione proprio dei bambini immigrati, sia il ruolo degli educatori e degli insegnanti, costretti a lavorare in condizioni spesso difficili. La scuola è indispensabile alla formazione del cittadino e della società del domani, che, piaccia o no ai leghisti, non potrà che essere multiculturale e multireligiosa. Ancora una volta, purtroppo, a problemi reali si danno risposte ideologiche ed è preoccupante constatare come politici di esperienza non si rendano conto che decisioni di questo tipo hanno effetti discriminatori e sono quindi, proprio per questo, inaccettabili”.

Dario Marini conclude: “Con questa mozione i leghisti offendono tutte quelle persone che con solidarietà e senso civico quotidianamente contribuiscono ad un processo di integrazione che garantisca i diritti di tutti”.

Dario Marini
cell.3392839246
www.dariomarini.wordpress.com
Palazzolo s/O - BRESCIA -



permalink | inviato da fermentidemocratici il 18/10/2008 alle 1:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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