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Quando la notte non porta consiglio

Ho voluto attendere ad esprimere la mia opinione sulla conversione in legge del decreto Gelmini, perchè in questi giorni pensavo che qualcosa potesse cambiare. Ne ero convinto perchè per la prima volta  vedevo genitori, professori, maestri e studenti (di destra e di sinistra) scendere in piazza insieme a manifestare. Ero convinto che gruppi politici come la Lega, sostenitori dell'attenzione verso le realtà più piccole, scendessero a difesa delle piccole scuole elementari delle valli bergamasche e delle valli del varesotto.

Ero convinto che la proposta del PD fosse non insensata e ostruzionista. Sostenere di bloccare il decreto per aprire un tavolo di discussione tra Governo, Famiglie, Studenti, Professori e Mondo Imprenditoriale sul tema scuola poteva essere un modo DEMOCRATICO per fare una VERA riforma scolastica razionalizzando le risorse. Ero convinto che il buon senso prevalesse su tutto, e sopratutto su quei senatori che rappresentano il voto di quelle famiglie scese in piazza. Invece no. Il decreto è stato convertito ed insieme a lui sono state convertite BUGIE potenziali in, mi scusi per il termine,  BALLE CONCRETE e le spiego anche il perchè.

Per esempio in una frazione della mia città la scuola elementare rischia di chiudere per via del decreto GELMINI. Molte mie amiche che sono uscite dalla SISS (scuola post universitaria per prepararsi a diventare maestro) e che sono precarie o neo assunte mi hanno gia detto che diventeranno disoccupate perchè la scuola non ha i fondi. E' vero il governo non licenzierà nessuno, ma il tempo pieno lo dovrà garantire la scuola e se la scuola non ha i soldi forse se ne dovrà occupare il comune. E se il comune non ha i fondi per pagare gli insegnanti le prospettive sono due o le famiglie tirano fuori i soldi di tasca propria o la scuola non potrà dare l'orario continuato creando dei grossi problemi alle famiglie. E questo non è un'illazione ma è un dato di fatto perchè quando il decreto 137/2008 richiama la finanziara 133/2008 dice proprio questo NERO su BIANCO. Ora penso che questa riforma, fatta in questo modo e con queste modalità senza una discussione democratica, ponga sul futuro del paese qualche grosso interrogativo.
E' una riforma di tagli di cui l'unico elemento educativo è il voto in condotta. Accompagnata da una legge finanziaria che ha come obiettivo non la razionalizzazione ma un taglio economico. Che sostiene la creazione di Fondazioni di tipo PRIVATISTICO Universitarie senza invece parlare di Università Pubblica. Ed allora mi domando se è giusto che il figlio di un operaio non possa sognare di diventare dottore. E quando faccio questa riflessione penso quindi che l'Italia stia facendo passi indietro e non passi in avanti e colpire la scuola in questo modo significa non dare futuro a questo stupendo paese che si chiama Italia.

Pubblicato il 2/11/2008 alle 20.15 nella rubrica Diario.

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