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LETTERA APERTA: SILENZIO PLUMBEO SULLE PRIMARIE DEI GIOVANI DEMOCRATICI

Vedendo il silenzio plumbeo che aleggia sulle primarie della giovanile del PD, ho deciso di scrivere due righe, che sottopongo all’attenzione di quanti guardino con interesse a questo processo. Nell’attesa di conoscere maggiori certezze sulle regole e sulle date, tutti dovremmo sentirci maggiormente stimolati a dire la nostra idea di organizzazione giovanile.
Per iniziare non sarebbe male chiederci chi siamo, cosa facciamo e dove andiamo. Questo semplice esercizio intellettuale ci permette di partire dal piano soggettivo per giungere a quello collettivo.

Per tanto io stesso mi sottopongo a questo semplice esercizio. Ho 26 anni, sono stato segretario della Sinistra Giovanile della mia federazione, il Medio Campidano, e per qualche tempo della sezione del partito del mio paese. Sono laureato in filosofia, frequento il corso di laurea specialistico sempre in filosofia, lavoro e a questo dedico molte ore della mia giornata.

Come vedo il mio futuro in relazione alla politica giovanile? Nonostante abbia 26 anni e quindi al disotto del limite previsto dal regolamento nazionale della giovanile, ho deciso di non partecipare alle primarie in prima persona, non candidandomi quindi a nessuna delle assemblee elettive.  Perché non lo faccio? Perché dopo aver riflettuto insieme a dei compagni con i quali ho vissuto quest’importante esperienza in Sg, con loro ritengo che ciò sia più utile per dar corpo a una giovanile che non sia la semplice somma della mia vecchia organizzazione con i Giovani della Margherita, ma qualcosa di più ampio che sappia dare voce a quanti, nati dopo la caduta del muro di Berlino, non si riconoscono nei vecchi partiti. Dobbiamo aprire a quanti oggi, per esempio, all’interno delle scuole e delle università, partecipano alle proteste contro i gravi tagli della riforma Gelmini/Tremonti.

Come già accennato, il regolamento nazionale indica a 29 anni il limite d’età per partecipare ai Giovani Democratici. Ecco, io penso che questo sia doppiamente un errore, in primo luogo per la giovanile che con ogni probabilità continuerebbe, come è stato in sostanza fino ad oggi, ad avere una componente di giovani attempati, che spesso hanno pochi rapporti con il variegato mondo giovanile che è rappresentato nelle scuole superiori dove noi spesso soffriamo di una cronica assenza. In secondo luogo è un grave errore per il partito stesso, che invece di vedersi rinnovato dalla partecipazione di giovani dai 26 anni in su, continuerebbe invece ad essere guidato ed egemonizzato dalle solite facce e dalle solite persone che da almeno trent’anni fanno il buono e cattivo tempo dei partiti fondatori del PD.
Ho molto apprezzato la scelta di Giuseppe Frau di presentare le dimissioni dal Comitato Promotore Regionale dei Giovani Democratici,  perché ha voluto lasciare spazio ad un ragazzo o ad una ragazza più giovani di lui. Come qualcuno ha scritto, la composizione di quest’organismo non è delle più giovanili, perciò sarebbe auspicabile che anche qualcun altro si dimettesse lasciando un altro piccolo spazio ad altri  giovanissimi. Ovviamente fatta eccezione di chi svolge per conto del nazionale un ruolo di garanzia.

L’organizzazione delle primarie giovanili del Pd, anche alla luce della straordinaria partecipazione alla manifestazione del 25 ottobre a Roma, debbono stimolare in tutti una presa di coscienza, la coscienza che le primarie sono una cosa seria, sono una prova di democrazia e maturità. Non per forza chi in passato ha ricoperto ruoli deve esserci in prima persona anche in questa fase, quasi pretendendo di scegliere a tavolino i propri eredi nella nuova giovanile. Un progetto nuovo richiede uno sforzo ed un sacrificio vero, che potrà dar vita a un soggetto davvero nuovo nei volti dei protagonisti e nei contenuti, che diventi anche per il partito stimolo di riflessione e avanguardia critica.

Domenico Sanna
Segretario SG Medio Campidano


Pubblicato il 4/11/2008 alle 1.26 nella rubrica Diario.

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